Un cosentino protagonista dello spot di Coca Cola

Gianluca Fioravante è emigrato a Roma per seguire la passione per il teatro. Lavora in un bar ma è stato scelto per la nuova pubblicità della “Zero”. Anche se lui confessa di amare solo la birra. E racconta che da Cosenza gli dicono: “C’è uno che ti somiglia nella pubblicità”

di MAURA ZINNA

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Lo spot con Fioravante

Lo spot con Fioravante

COSENZA – Lui è il nuovo testimonial della Coca Cola Zero in Italia. Chi glielo doveva dire al cosentino Gianluca Fioravante, classe Ottantuno, che sarebbe stato lui il volto e la voce del nuovo spot della famosissima bevanda gasata zero zuccheri. Lui che beve litrate di birra! Sì, perché Gianluca, non immaginatevelo come il classico bravo ragazzo del sud che con la sua valigia piena di calzini e soppressate, tenta la fortuna nella Roma artistica. Mica ci pensava che voleva fare l’attore.

 

Frequentava, a Cosenza, la scuola di danza della cugina Divina Catanzaro. Frequentava nel senso che faceva il segretario, in più diciamo che all’interno della scuola aveva anche qualche interesse sentimentale. Lì, fra una fattura ed il saldo delle mensilità scopre il sacro fuoco dell’arte, all’interno di un angolo teatrale costituito nella scuola. Non ci pensa due volte a caricare la sua Lancia Ypsilon grigia e trasferirsi a Roma. Studia in una accademia per due anni frequenta vari stage, inizia la saga dei provini finché non arrivano i primi lavori con le compagnie teatrali.

Ammette che questa strada non da soddisfazioni economiche, ma delle tavole teatrali non riesce più a farne a meno. Si mantiene lavorando in un bar dell’Università. A giugno 2009, consegue il diploma nella scuola di recitazione “Teatro azione” di Isabella Del Bianco e Cristiano Censi. Nel frattempo prende parte a diversi lavori teatrali “Processo ad un angelo”, ideato da Michelle Ellis e da Roberto Zorzut, “Harry ti presento Sally” con la regia di Francesca Rizzi. Scrive e interpreta il corto teatrale “Amore incompreso amore” messo in scena al Teatro dello Scalo a Roma vincendo il premio come miglior corto in gara. Inoltre è nel cast “Streap – tese” di Mrozek regia di Pietro Dattola. Qualche comparsata nei film e poi arriva il provino della Coca Cola.

Come?

“Tramite il mio agente. (non si direbbe mai che è uno che ha pure un agente, ma anche se è l’eterno compagnone giocoso, il suo lavoro da attore lo fa seriamente, ndc). Certo che ho un agente, se no a questi provini più seri non potrei accedere”.

Crede che questa esperienza le aprirà porte più importanti? 

“Adesso sono solo più esaurito. Continuo sempre a lavorare in un bar per più di otto ore al giorno e in questo periodo sto provando con una compagnia di teatro per mettere in scena uno spettacolo a maggio. “Rumors” di Neil Simon in cui interpreto uno dei protagonisti. Grazie a questo spot, per ora ricevo solo tante telefonate e messaggi di amici veri e virtuali e da Cosenza mi dicono “ia ara madooo Gialluuu c’è uno ca’ ti somiglia ara pubblicità”. Se  si apriranno nuove strade? E chi lo sa? Magari. Se capiterà qualcosa, l’accoglierò a braccia aperte, se no, le richiudo”.

Il Teatro. Primo ed unico grande amore? 

«Primo e unico amore, poi è diventato punto di partenza e che ora ritorna ad essere un amore unico. Insomma fa parecchi giri ma il risultato è sempre questo, alla fine il teatro si ama. E’ li che uno impara a recitare davvero. E’ li che hai il contatto diretto».Non hai mai pensato di lavorare o mettere su una compagnia calabrese?«Sarebbe il mio sogno poter recitare nella compagnia della città più bella d’Italia. E in uno dei teatri più belli d’Italia. Per ora spero che “Rumors” possa avere qualche data anche in Calabria, anzi colgo l’occasione per fare un appello ai Comuni ed alle Residenze teatrali».

Gianluca ama Cosenza infinitamente. Ogni volta che vi ritorna vuole vedere cosa è cambiato e i suoi quartieri popolari, lui è cresciuto a via Panebianco e di questa zona ha conservato, il dialetto marcatissimo, che magicamente scompare quando parla in dizione perfetta. Conserva l’identità schietta di chi è cresciuto in strada, ma con il valore della famiglia e dell’amicizia, quella eterna e fraterna. Progetti futuri?

«E che ne so. Il futuro, o meglio, quello che voglio dal futuro, cambia giorno per giorno. Spesso penso di lasciare questo mondo dell’arte (a malincuore) per via di troppi problemi e troppo poco tempo da dedicargli e poi però succede sempre qualcosa che mi fa cambiare idea, vedi la pubblicità e lo spettacolo di adesso. Sarà un segno o forse no? Aspettiamo e vediamo che succede».

IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA.IT

 

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