Fiumicino, è stato monossido di carbonio a uccidere Albidona sconvolta: sarà lutto al rientro delle salme

Il referto del policlinico Gemelli, dove si trova ricoverato il giovane superstite, parla di ntossicazione da «monossido di carbonio». Leonardo, 23 anni, è in condizioni stabili e la prognosi è riservata. Nel paese calabrese si piangono intanto le due vittime dell’intossicazione

 

TROVA conferma l’ipotesi intossicazione da monossido di carbonio per il giovane Leonardo Paladino, 23 anni, in cura al dipartimento di Emergenza e Accettazione del Policlinico Gemelli di Roma, trovato ieri in un’abitazione di Torrimpietra, nel Comune di Fiumicino, vicino ai corpi senza vita di due suoi parenti, il padre Domenico e il cugino Francesco. Le vittime dell’intossicazione sono tutte di Albidona, in provincia di Cosenza. Erano arrivate a Roma per un piccolo intervento chirurgico al quale si doveva sottoporre il fratello maggiore di Leonardo, che al momento della tragedia era già ricoverato in ospedale.

I corpi senza vita e quello agonizzante di Leonardo sono stati ritrovati da una persona che aveva appuntamento con i tre. Il giovane, riferiscono fonti sanitarie dal Gemelli, è ora sottoposto a un «trattamento intensivo per intossicazione da monossido di carbonio. Le sue condizioni sono stabili ma la prognosi permane riservata».

Inizialmente si era pensato che il gruppo fosse stato vittima di un avvelenamento da botulino, ma la presenza nella casa di un braciere, trovato però spento dai soccorritori, aveva fatto avanzare anche la seconda ipotesi, ora confermata. Non si esclude comunque che gli alimenti possano essere stati una concausa.  Il giovane ha riferito ai carabinieri che i tre avevano mangiato alimenti sott’olio e la carne al sangue e si erano sentiti male subito dopo averla mangiata.

Intanto Albidona è sconvolta dal dolore. Nel giorno del rientro dalle salme – che dovranno essere sottoposte ad autopsia – sarà proclamato il lutto cittadino. Domenico Paladino, in particolare, era molto conosciuto in paese. Medico anestesista presso l’ospedale di Trebisacce prima e di Rossano poi, era legatissimo alla famiglia ma sempre disponibile ad aiutare la comunità locale.

IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA.IT

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