Il 2 aprile è l’onomastico per circa 126mila calabresi

La Calabria festeggia il suo patrono, san Francesco di Paola, e l’esercito di persone che si chiamano come lui. Spicca la provincia di Cosenza dove si trova il 39 per cento degli uomini che si chiama Francesco e il 32 per cento delle donne Francesca. Ma le zone più devote sono Crotone e Vibo

 

IL 2 aprile in Calabria, festa di san Francesco di Paola, è il giorno dell’onomastico per circa 126mila persone. Si tratta della legione di uomini, donne e bambini che portano il nome del santo patrono regionale, anche se qualcuno preferisce in controtendenza rispettare la devozione per l’omonimo d’Assisi, patrono d’Italia al quale anche il taumaturgo calabrese deve il proprio nome, festeggiando così il 4 ottobre.

Eppure non è Francesco il nome più diffuso nella regione. Il primato in questa fase storica, spetta infatti a Giuseppe, con circa 97mila iscrizioni all’anagrafe, che supera di duemila unità Francesco, prevalendo soprattutto in provincia di Vibo, dove il 24,5 per cento dei maschi ha questo nome. Terzo posto per Maria, che si ferma a quota 19mila, raccogliendo moltissimo nel Cosentino (35,5 per cento del totale regionale) e, in relazione al numero di abitanti, nel Crotonese (24 per cento della popolazione femminile).

Il nome del patrono calabrese spicca però se si considera la somma della versione maschile e femminile. E il 39 per cento di uomini e bambini omonimi del santo paolano si trova in provincia di Cosenza, il 24 per cento nel Reggino. Ma sono il Vibonese e il Crotonese, in proporzione al numero di abitanti, le zone più devote: una persona su quattro si chiama infatti Francesco. Un dato che scende (si fa per dire) al 19 per cento nel Cosentino, dove una persona su cinque oggi avrà da festeggiare, al 17 per cento nel Reggino, al 15,5 per cento nel Catanzarese.

La versione femminile piace soprattutto in provincia di Reggio, dove una donna o bambina su quattro si chiama Francesca. Seguono ancora Crotone (23,5 per cento di tutta la popolazione femminile provinciale) e Vibo (21 per cento). Poi Cosenza (18 per cento) e la più “fredda” Catanzaro (14 per cento).

IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA.IT

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