Formaggi chimici e carne avvelenata, mangiamo 15 t di cibo spazzatura

Lo scandalo delle lasagne con carne di cavallo ha acceso i riflettori sul fenomeno del cibo spazzatura. E ora un libro inchiesta in uscita al di là delle Alpi ne approfondisce tutti i risvolti. E’ in pratica un museo degli orrori dell’alimentazione quello raccontato in “Viva il cibo spazzatura, abbasso il biologico” (“Vive la malbouffe, à bas le bio”)  dai giornalisti Christophe Labbé, Olivia Recasens, Jean-Luc Porquet e Wozniak.

BIOLOGICO – Si comincia dai prodotti biologici, che vengono considerati un’alternativa vincente all’agricoltura industriale. Ma attenzione. Già dietro l’angolo ci sono truffatori che cercano di trarne vantaggio. Come quelli che hanno comprato cereali e frutta secca in Romania per poi inondare il mercato europeo con prodotti falsamente etichettati come biologici. Per non parlare poi delle tracce di pesticidi che si trovano in alcuni tipi di frutta e verdura biologica certificata. Quantità che rimangono ancora ben al di sotto di quelle che si trovano nei prodotti convenzionali, ma è comunque la tendenza generale a preoccupare. E’ poi nato un concetto piuttosto particolare: il bio industriale. Nella provincia spagnola di Huelva, provincia che fornisce fragole a tutta Europa, le piante per esempio vengono coltivate con metodi  non molto lontani da quelli tradizionali, ma poi i frutti vengono venduti come bio.

MACELLERIA – Anatre uccise con gas letale, animali ammalati imbottiti di medicine per avere il permesso di mettere un cappio al collo, carcasse di vitello stimolate elettricamente per ottennere carne più tenera. Quello che avviene nel mondo dei macelli è agghiacciante. Fabbriche di morte dove è più difficile entrare che in una fabbrica di armi. Perché per ottenere grandi quantità e tenere i prezzi bassi  vengono messi in atto sistemi che i consumatori non potrebbero tollerare. E lo scandalo carne di cavallo ha già dimostrato come nella filiera della carne tutto venga recuperato e ricilato. I rifiuti finiscono nei piatti pi “industrailI”, quelli che i consumatori consumatori meno fortunati sono costretti a comprare. PEr tremare ancora un po’, pensiamo a quei ricercatori olandesi che si compiaccioni di aver creato carne in provetta.

OLIO DI PALMA – Tra i principali cibi spazzatura ci sono gli oli e i grassi, che vengono utilizzati per una grande quantità di cibi. Patatine, pizza, barrette di cioccolato… Pochi alimenti industriali sfuggono alla regola. E i deleteri effetti dell’olio di palma idrogenato sulla salute sono risaputi, raccontano gli autori del libro in un articolo del quotidiano Le Matin. Il consiglio è quello di leggere bene le etichette e di evitare il più possibile gli alimenti elaborati, perché perdono sostanze nutritive e tracciabilità. L’industria alimentare ha un obiettivo: guadagnare soldi. E ha una terribile paura della trasparenza, dicono gli autori. Ecco perché si sta investendo molto in pubblicità: per coprire la realtà e raccontare una storiella per bambini ai consumatori.

PESTICIDI E INQUINAMENTO  – “Dobbiamo coltivare il nostro giardino”, dice Voltaire nel Candido. Ma chi si vanta di avere un orto in città o sul balcone dovrebbe preoccuparsi. Scienziati di Berlino hanno analizzato le verdure prodotte in città: sono contameninate da piombo, cadmio, rame, cromo e altri metalli pesanti a causa del traffico. E per quanto riguarda i pesticidi, l’Europa ufficialmente ha deciso di eliminarli perché fanno male per la salute e per l’ambiente. Ma, se molti prodotti sono stati vietati, allo stesso tempo c’è anche tutta una serie di deroghe concesse per usare queste sostanze. Lo stesso discorso vale per gli Ogm. Se alucni Paesi vietano per esempio la coltivazione di piante geneticamente modificate, nulla vieta agli stessi paesi di importare prodotti OGM.

OBESITA’ – Quindici milioni di tonnellate è il peso del cibo spazzatura che l’umanità ingurgita nel suo insieme. Ed è per questo che l’epidemia di obesità si fa sempre più allarmante. E numerosi sono i trucchi sviluppati dall’industria per farci mangiare sempre più spesso. Dagli spuntini di dimensioni più grandi all’ultima invenzione americana del “dopo cena”, ovvero un quarto pasto consumato dopo le 22 preferibilmente in un fast food. Ma, secongo gli autori, ogni speranza non è persa. Per riprendere il controllo del nostro piatto, c’è una ricetta semplice. Passare più tempo tra i fornelli: pare faccia bene alla salute e sia anche un ottimo anti-stress.

 

SCANDALI ALIMENTARI, LO SPECIALE

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AFFARI ITALIANI.LIBERO.IT

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