E’ morto Little Tony, mito degli anni ’60: mondo della musica in lutto

Il cantante, malato da tempo, è morto in una clinica a Roma. Divideva con Bobby Solo la fama di Elvis italiano. Tra i suoi brani più famosi “Cuore Matto”, “Riderà”, “La spada nel cuore”. Amante delle Ferrari, di cui era un collezionista, e tifoso della Roma per cui scrisse un brano per celebrare lo scudetto 1983

Mondo della musica in lutto. Si è spento lunedì sera a Roma Little Tony. Il cantante – che aveva 72 anni ed era originario di Tivoli (Roma) – era malato di tumore. Il decesso è avvenuto a Villa Margherita, dove era ricoverato da tre mesi. I funerali si svolgeranno giovedì al Divino Amore.

 

 

La vita — Little Tony, all’anagrafe Antonio Ciacci, era nato a Tivoli il 9 febbraio 1941. Da giovane ha iniziato a interessarsi di musica grazie a una passione di famiglia. Rientrato in Italia dall’Inghilterra, nel 1961 ha partecipato al Festival di Sanremo in coppia con Adriano Celentano, arrivando secondo grazie a “24 mila baci”. Sempre nel 1961 ha inciso diverse canzoni per alcuni film. Il primo successo discografico è del 1962: “Il ragazzo col ciuffo”. Nel 1962 partecipa al Cantagiro con il brano “So che mi ami ancora”. Nel 1965 è semifinalista a Un disco per l’estate con “Viene la notte”. Trionfo nel 1966 quando porta al Cantagiro “Riderà”. La canzone non vincerà la manifestazione ma venderà oltre un milione di copie. L’anno dopo un altro grande successo: la sanremese “Cuore matto” arriva prima in classifica e rimane tra i primi posti per 12 settimane consecutive. Del ’68 ancora al Festival di Sanremo con “Un uomo piange solo per amore”. Nel 1974 è di nuovo a Sanremo con Cavalli e a Saint Vincent, semifinalista di Un disco per l’estate con Quando c’eri tu. Nel 1975 incide l’album Tony canta Elvis, in cui rende omaggio al suo maestro interpretandone vari classici. Nel 2003 partecipa di nuovo al Festival con “Non si cresce mai” in coppia con Bobby Solo. Proprio insieme a Bobby Solo a cui era legato da amicizia sincera e un pizzico di rivalità quando si entrava nel tema di chi fosse dei due l’Elvis italiano. Nel 2008 parteciperà di nuovo al Festival col brano “Non finisce qui”. Personaggio dotato di grande simpatia non ha mai tradito il suo ciuffo e il suo passato, continuando a interpretare i suoi brani classici nelle trasmissioni che celebravano il mito degli anni 60′.

Ferrari — Al di là della musica, Littlet Tony era un grande sportivo e soprattutto un grande appassionato di automobili, in particolare della Ferrari, di cui era un collezionista (tra le auto aveva una splendida Daytona) tanto da essere presidente del Ferrari Appia Antica club. Un amore vero, ricordato dallo stesso cantante in un’intervista di qualche anno fa proprio durante un raduno della Ferrari a cui si presentò con la sua ‘330 Gt’: “Nel ’62 avevo una Spider Alfa Romeo 2000. Un missile, per quei tempi. Un giorno, presi l’ auto per andare a fare uno spettacolo a Radicofani. Non mi facevo sorpassare da nessuno, io. Mentre procedevo a tutto gas, qualcuno ebbe il coraggio di starmi dietro, a una manciata di metri. Non mollava, e un certo punto il guidatore ingranò la seconda e volò via, scomparendo in una nuvola di fumo. Un razzo, riuscii solo a scorgere il nome della vettura: Ferrari”. Amava raccontare il suo incontro con Enzo Ferrari e infilava la tuta dei meccanici di maranello quando c’era da riparare qualcosa nel suo nutrito parco macchine.

La Roma — Aveva fatto parte della nazionale attori e cantanti e aveva preso parte a qualche Derby del Cuore. Il suo di cuore calcistico batteva per la Roma. Nel 1983, per celebrare lo scudetto giallorosso, scrisse interpretò un brano allegro, festoso e senza pretese se non quello di celebrare la Roma di Falcao con la canzone “Roma brasileira”.

Saluti — “Addio Cuore Matto”. Così i Negramaro salutano su twitter il cantante Little Tony. Sempre su twitter Sabina Guzzanti scrive: “Forse per questo fa inverno a primavera”.

Gazzetta.it

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