Processo Ruby, 7 anni a Berlusconi con interdizione

Silvio Berlusconi, imputato a Milano per il caso Ruby, è stato condannato a sette anni per entrambi i reati contestati: concussione per costrizione e prostituzione minorile. Il Cavaliere e’ stato anche interdetto a vita dai pubblici uffici.

 

Silvio Berlusconi, imputato  a Milano per il caso Ruby, è stato condannato a sette anni per entrambi i reati contestati: concussione per costrizione e prostituzione minorile. Il Cavaliere e’ stato anche interdetto a vita dai pubblici uffici. Lo hanno deciso i giudici con la sentenza di oggi, stabilendo per lui anche l’interdizione legale per la durata della condanna.

Il tribunale di Milano ha inflitto a Silvio Berlusconi una pena più alta di quella richiesta dal pubblico ministero Boccassini: sette anni, contro i sei richiesti dall’accusa. I giudici hanno disposto la confisca dei beni già sequestrati in passato a Ruby e al suo compagno Luca Rizzo.

I giudici hanno disposto la trasmissione degli atti alla Procura affinché valuti le presunte false testimonianze rese da alcuni testimoni nel corso del dibattimento.

Kharima el Maroug, in arte Ruby, sarebbe partita per il Messico con il compagno Luca Risso in vacanza. Secondo quanto appreso, la coppia sarebbe già dovuta partire una settimana fa ma ha dovuto procrastinare la partenza per motivi legati al volo.

SENTENZA E’ ‘BREAKING NEWS’ NEL MONDO – “L’ex premier Berlusconi condannato a 7 anni di prigione per lo scandalo Rubygate”. Così la sentenza a carico di Silvio Berlusconi irrompe come ‘breaking news’ sui media di tutto il mondo, dai britannici Bbc e Financial Times, dal Wall Street Journal allo spagnolo El Mundo fino al tabloid tedesco Bild e al francese Le Figaro.

WSJ, SENTENZA MINACCIA STABILITA’ FRAGILE GOVERNO – “Una sentenza che minaccia di stabilizzare il fragile governo di coalizione in Italia”: così il Wall Street Journal sulla condanna di Silvio Berlusconi nel processo che in America è stato ribattezzato ‘Ruby heart-stealer’, la cui notizia è apparsa immediatamente sulla homepage del sito del giornale americano. “La sentenza fa seguito a un clamoroso processo che ha gettato luce sulla controversa vita privata dell’ex primo ministro italiano”, scrive il Wsj.

ALFANO CHIAMA CAV, TIENI DURO ANDIAMO AVANTI – “Ho chiamato il presidente Berlusconi per manifestargli la più profonda amarezza e l’immenso dolore di tutto il Popolo della Libertà, per una sentenza contraria al comune senso di Giustizia, al buon senso e peggiore di ogni peggiore aspettativa. L’ho invitato a tenere duro e ad andare avanti”. Lo afferma Angelino Alfano.

GHEDINI, SENTENZA FUORI DA OGNI LOGICA – La condanna di Silvio Berlusconi a sette anni di carcere per il caso Ruby è “fuori da ogni logica”. Lo ha detto l’avvocato Niccolò Ghedini, facendo notare come “addirittura i giudici siano andati al di là delle richieste dei pm”. “Lo diciamo da due anni e mezzo, tre anni, che qua, a Milano, questo processo non si poteva fare”. Lo ha affermato l’avvocato Niccolò Ghedini commentando con i cronisti i sette anni di carcere per Berlusconi per il caso Ruby. “E una sentenza larghissimamente attesa. Faremo appello nei termini di quaranta giorni, dopo che verranno depositate le motivazioni tra novanta giorni”, ha aggiunto Ghedini.

SANTANCHE’, VERGOGNA, E’ UNA SENTENZA POLITICA – “E’ una vergogna, è una sentenza politica che con la giustizia non ha niente a che fare”. Lo ha detto l’esponente del Pdl Daniela Santanché uscendo dal Palazzo di Giustizia. Santanché ha negato che possano esserci ripercussioni sul Governo. “La giustizia e il Governo sono cose diverse – ha spiegato – se il Governo fa le cose che servono il nostro sostegno è senza se e senza ma”. Santanché ha negato anche l’ipotesi che la sentenza possa essere la fine dell’esperienza di Berlusconi politico.

MARYSTELL POLANCO, SONO SCIOCCATA HO DETTO VERITA’ – “Sono scioccata non mi hanno creduto, non ci hanno creduto, io ho detto la verità e se mi chiamano di nuovo ripeterò quello che ho sempre raccontato”. Lo ha detto all’ANSA Marysthelle Polanco, una delle ‘olgettine’ più vicine a Silvio Berlusconi, che ha sempre difeso. Polanco é uno dei testimoni per i quali è stata disposta la trasmissione degli atti alla Procura affinché valuti la presunta falsa testimonianza resa durante il dibattimento.

GRUPPO DI MANIFESTANTI ESULTA PER LA CONDANNA – Un piccolo gruppo, composto da una decina di manifestanti, radunato davanti al Palazzo di Giustizia di Milano, ha accolto con applausi e grida di esultanza la notizia della condanna di Silvio Berlusconi. Alcuni di loro hanno intonato l’inno d’Italia. L’esponente del Pdl Daniela Santanché è stata accolta da fischi e insulti da parte dei manifestanti davanti al Palazzo di Giustizia, che hanno gridato “vergogna” quando è uscita dal tribunale. Davanti al Palazzo di Giustizia si sono radunati anche alcuni esponenti del Movimento Cinque Stelle, che hanno esposto la bandiera della forza politica.

BOCCASSINI ASSENTE, IN AULA BRUTI LIBERATI: E’ POLEMICA – Era già programmata da tempo la presenza nell’aula del processo Ruby del Procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati per la lettura della sentenza nei confronti di Silvio Berlusconi. Da tempo, inoltre, il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, assente, aveva programmato un periodo di ferie. E’ questo il motivo, spiegano dal Palazzo Di Giustizia, per cui a fianco del pm Antonio Sangermano non c’era, come sempre, Ilda Boccassini, ma Bruti Liberati. Infatti, il procuratore capo, quando il 6 aprile 2011 cominciò il dibattimento, era venuto in aula per esprimere la condivisione dell’ufficio con il lavoro dei due pm e, per la stessa ragione, aveva già previsto di essere presente il giorno del verdetto. Solo che allora, poiché già i due pm erano in toga, Bruti aveva abiti ‘civili’. Oggi invece, mancando Ilda Boccassini, ha messo la toga.”Qual è il significato della presenza del Procuratore Capo Bruti Liberati nell’aula del tribunale di Milano? E’ infatti inusuale e molto singolare quanto sta accadendo: lo dobbiamo interpretare come un ‘segnale’ al collegio giudicante? Se così fosse, sarebbe un preoccupante. Finora il procuratore Bruti Liberati non ha partecipato alle udienze dibattimentali e solo oggi sceglie di essere in aula. Non crediamo alle coincidenze”. Lo afferma il capogruppo del Pdl in Commissione Giustizia alla Camera, Enrico Costa.”Ci sono fatti che hanno una forte valenza simbolica, nei confronti dei cittadini, dei media, e soprattutto di chi si prepara a giudicare. Come mai, oggi e proprio oggi, il procuratore capo Bruti Liberati, nell’imminenza della sentenza, ha ritenuto di essere presente in Aula?”. Lo afferma Daniele Capezzone, Presidente della Commissione Finanze della Camera e Coordinatore dei dipartimenti Pdl.

GAZZETTA DEL SUD.IT

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