Resta una sola città calabrese in corsa per diventare la “capitale europea della cultura” nel 2019

Catanzaro molla la presa e finisce fuori dall’elenco definitivo stilato dal ministero. Tra le 21 che dovranno competere con le altre candidate europee c’è invece Reggio Calabria che continua a sognare il riconoscimento per il 2019: in ballo c’è anche un investimento da 1,5 milioni

di FRANCESCO RIDOLFI

 

Il lungomare reggino

Il lungomare reggino

IL ministero dei Beni e delle attività culturali ha chiuso la lista delle città che hanno presentato la loro candidatura per divenire la Capitale Europea della Cultura 2019. Per quanto riguarda la Calabria inizialmente erano due le città in corsa: Reggio Calabria e Catanzaro ma in seconda battuta Catanzaro ha fatto un mezzo passo indietro in quanto l’operazione pare abbia un costo che le casse comunali non sono in grado di sopportare. Mezzo passo indietro che è diventato un passo intero al momento della chiusura delle candidature come risulta dall’elenco delle 21 città che si contenderanno il titolo tra le quali c’è la sola Reggio Calabria. L’elenco completo vede in lizza Aosta, Bergamo, Cagliari, Caserta, Città diffusa Vallo di Diano e Cilento con la Regione Campania e il Mezzogiorno d’Italia, Erice, Grosseto e la Maremma, L’Aquila, Lecce, Mantova, Matera, Palermo, Perugia con i luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria, Pisa, Ravenna, Reggio Calabria, Siena, Siracusa ed il Sud Est, Taranto, Urbino, Venezia con il Nordest.Ora avrà inizio la seconda fase che porterà alla selezione e che prevede che le città incluse nella lista di preselezione presentino una domanda di candidatura maggiormente elaborata e dettagliata per la procedura di selezione vera e propria. Dopo 9 mesi dall’incontro di preselezione sarà “raccomandata” una città per il conseguimento del titolo.
Il progetto si svolge dal 1985 e prevede che ogni anno una città dell’Unione europea diventi capitale della cultura, da allora 32 città hanno conseguito il titolo con l’obiettivo di valorizzare la ricchezza, la diversità culturale e i tratti comuni, migliorare la conoscenza che i cittadini hanno gli uni degli altri e favorire la presa di coscienza dell’appartenenza ad una medesima comunità europea. Nel corso dell’anno di “nomina” la città ha la possibilità di manifestare la sua vita e il suo sviluppo culturale con notevoli vantaggi in termini socio-culturali ed economici. Il progetto nasce per valorizzare il concetto di essere “Uniti nella diversità” che sta a indicare che gli europei operano unitamente per la pace e la prosperità e che le molte e diverse culture, tradizioni e lingue presenti in Europa costituiscono la ricchezza del continente. Fino al 2004 le città europee della cultura sono state designate su basi intergovernative, dal 2005 è stato costituito un nuovo sistema di selezione, monitoraggio e valutazione dei programmi che ogni città propone di organizzare nel corso dell’anno di nomina.
Le città che riporteranno il titolo riceveranno un premio, in onore di Melina Mercouri attrice che suggerì la creazione del progetto, che verrà assegnato entro 3 mesi dall’inizio dell’avvenimento con la riserva che abbiano rispettato gli impegni assunti. Il premio consiste nell’erogazione di 1,5 milioni di euro tramite versamento alla struttura incaricata dell’attuazione del programma.

IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA.IT

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