La shoah: Le promesse di Mussolini alla Calabria e quel campo “sospeso” di Ferramonti

Un'immagine del documentario

Un’immagine del documentario

In vista della giornata della memoria, presentato il documentario di Cristian Calabretta, con le testimonianze e i filmati sull’esperienza degli internati e dei familiari: «Non si dica che non era un lager»

di SIMONA NEGRELLI

«IO non credo nel domani, perchè non me ne hanno dato l’opportunità». E se la tua vita è considerata meno che niente, non puoi che aggrapparti all’oggi, per quanto atroce e precario anch’esso. È questo senso di annullamento che emerge subito dal trailer de “Il campo sospeso”, documentario sul campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia. Il filmato integrale, diretto dal regista cosentino Cristian Calabretta, è stato proiettato stamattina al cinema Garden di Rende.

 

Un lavoro realizzato attraverso le interviste ai sopravvissuti, ebrei e oppositori politici che la prigionia a Ferramonti l’hanno vissuta sulla propria pelle, e immagini di repertorio, come la visita di Mussolini in Calabria, in cui il Duce prometteva riscatto per una regione marginalizzata. Promesse mai mantenute, allora come oggi. La proiezione è stata preceduta dagli interventi del regista e di Leone Elio Paserman, presidente della fondazione Museo della Shoah di Roma e rientra nell’ambito delle celebrazioni che in tutta la Calabria si stanno organizzando in vista della giornata della memoria, in programma per lunedì 27 gennaio.

IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA.IT

 

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