Equinozio di primavera: ecco che cos’è

Oggi è l’equinozio di Primavera. Inizia la primavera. Un video in time-lapse spiega l’avvicendarsi delle stagioni dal punto di vista astronomico, legato al moto di rivoluzione della Terra intorno al Sole.

È in arrivo una data importante (in termini astronomici) per il pianeta Terra. Oggi 20 marzo, ricorre l’equinozio di primavera, uno dei due momenti in cui, a causa della rivoluzione terrestre, il Sole si trova esattamente allo zenit sopra l’equatore, e la durata del dì coincide, pertanto, con quella della notte.

In corrispondenza degli equinozi, il terminatore o zona crepuscolare, cioè la linea che divide la parte illuminata (diurna) dalla parte in ombra (notturna) del nostro pianeta, diventa perpendicolare rispetto all’equatore e quindi passa per il polo nord e il polo sud. Il time-lapse che vedete mostra, in 12 secondi, un intero anno astronomico sul nostro pianeta, illustrando il movimento del terminatore.

Le immagini infrarosse sono state catturate dal satellite Meteosat in orbita intorno alla Terra. Si parte dall’equinozio autunnale di settembre 2010 (in cui la zona crepuscolare appare verticale). Mano a mano che la Terra orbita intorno al Sole, il terminatore si inclina, in modo che l’emisfero nord rimanga meno esposto alla luce solare: è il periodo corrispondente al nostro inverno.

La seconda metà del video corrisponde all’equinozio di primavera del marzo 2011: dopo questa data il terminatore si inclinerà dal lato opposto, determinando questa volta l’inverno nell’emisfero sud, e l’estate in quello nord. Il video termina con il successivo equinozio d’autunno. Un ciclo, questo, che si ripete di anno in anno, e determina il susseguirsi delle stagioni terrestri.

Ma perché l’equinozio di primavera è il 20 e non il 21 come tradizione vuole?

Colpa della differenza tra anno tropico (o solare) su cui si basa il calendario gregoriano che usiamo e l’anno siderale (il periodo orbitale della Terra) che è pari a 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 10 secondi. Con una certa approssimazione si può dire che ogni anno anno l’equinozio di primavera cade dopo 365 giorni e 6 ore, 9 minuti, 10 secondi finché – ogni 4 anni – non interviene l’anno bisestile a “riportare indietro” la sincronizzazione tra anno anno siderale e calendario gregoriano.
Per questo motivo – e da qui fino ad almeno il 2020 – la primavera e l’equinozio primaverile sarà il 20 marzo e non il 21.

Il rapporto con i calendari è stato sempre complesso.
Andavano ciclicamente aggiustati: nel 46 a. C. Giulio Cesare incaricò l’astronomo alessandrino Sisogene di rimettere in pari le date rispetto alle stagioni (l’equinozio primaverile cadeva… all’inizio dell’inverno). Si stabilì che il 46 a. C. avesse 445 giorni; il caos precedente era tale che quello fu detto ultimus annus confusionis. Sisogene definì un anno di 365 giorni, con un anno bisestile ogni 4: era il calendario giuliano.

Sotto Augusto furono apportate piccole modifiche: il 5° mese fu dedicato a Giulio Cesare (iulius, luglio) e il 6° Augusto lo dedicò a se stesso (augustus, agosto). L’anno iniziava a marzo: settembre, ottobre, novembre e dicembre sono così chiamati perché erano il 7°, l’8°, il 9° e il 10° mese dell’anno latino.

Il calendario giuliano fu riformato da papa Gregorio XIII (calendario gregoriano): dato che un anno effettivo dura 365 giorni + 5 ore e 48’, nei secoli questo scarto aveva fatto cadere l’equinozio primaverile l’11 marzo, con un anticipo di 10 giorni. Per andare in pari fu presa una misura drastica: la gente si coricò la sera del 4 ottobre del 1582 e si risvegliò… il 15 ottobre.

Per raffinare la durata media dell’anno, poi, furono soppressi i bisestili degli anni centenari non multipli di 400 (il 2000 è stato bisestile, ma il 2100, il 2200 e il 2300 no).

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